XVI Ovadia Sforno e la storia di un rabbino bolognese censurato

Ovadia Sforno, in ebraico עובדיה ספורנו, nacque a Cesena nel 1470 morì a Bologna nel 1550, città in cui ha maggiormente vissuto ed insegato. Fu rabbino (Possek, decisionario della Legge) medico e filosofo, tutt’oggi considerato uno dei più importanti esegeti della Torah.

Figura di spicco dell’ebraismo italiano medievale (inizio Rinascimento) visse in un periodo di relazioni travagliate tra ebrei e le nazioni ; dopo l’Inquisizione spagnola, l’Italia aveva istituito leggi antiebraiche e l’inimicizia papale era in vigore.

Lo Sforno ricevette un’educazione religiosa e secolare completa, si laureò in medicina all’Università di Roma nel 1501 per poi trasferirsi a Bologna, dove fondò una yeshiva. I primi anni videro una coabitazione relativamente pacifica tra i due popoli ma, come testimoniano gli scritti del Maestro, le relazioni si deteriorarono gravemente…

Morì nel 1550, poco prima dell’arrivo di nuove leggi antiebraiche, persecuzioni, tra cui il Talmud gettato al rogo in piazza pubblica nel 1553, con divieto distudio. Gli ebrei italiani dovevano concentrarsi sull’Ein Yaakov, una compilazione di tutti i passi Aggadici del Talmud babilonese, il cui insegnamento resta segreto senza lo studio dei trattati talmudici.

Per tradizione, sappiamo che il Rav nascose il suo commento, in quanto la Yeshiva subiva numerosi controlli ed i testi venivano regolarmente confiscati ; il Maestro dispose degli indizi ai suoi discepoli, una caccia al tesoro che li condusse alla biblioteca della città : il testo era nascosto tra i manuali di cucina e sopravisse alla censura dell’Inquisizione.

Ovadia divenne Lo Sforno

Il Maestro é conosciuto a posteriori come “Lo Sforno” per il suo commento alla Torah, chiari come Rashi, ricchi di una spiegazione diretta sul Testo, tuttavia ricchi di politica e scienza, in particolare quella relativa alla biologia.

Nell’introduzione al suo commento, scrive che si è sentito costretto a redigerlo poiché

Il nostro popolo vaga in terra straniera e concentra i suoi sforzi nell’accumulo di ricchezza, pensando che questo lo proteggerà dalle esigenze del suo tempo. Questo si traduce in uno stato in cui non hanno tempo per i miracoli e la saggezza della nostra Torah, e li porta persino a mettere in dubbio la sua importanza, diventando chiusi ai suoi insegnamenti perché non li comprendono correttamente.

Lo Sforno, introduzione al commento

Come ogni parola di verità, nonostante lo Sforno fosse figlio della sua generazione, i suoi commenti hanno attraversato i secoli e continua ad esser studiato da tutte le comunità (israeliane, anglofone e francofone).

Preghiamo HaKadosh Barukh-Hu per avere il merito di pubblicarne la traduzione italiana presto, quest’anno !

Estratto del suo commento sui primi versi della Genesi

Pubblicato da Rebecca

Ebrea ortodossa, nata in Italia, cresciuta in Francia ed israeliana da poco, desidero far conoscere il pensiero e le tradizioni ebraiche, dialogando con rispetto.

2 pensieri riguardo “XVI Ovadia Sforno e la storia di un rabbino bolognese censurato

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